I contenuti sono simbolici e rispecchiano i nodi tra la vita, il mito e le ideologie.

In generale si può dire che la mia pittura sia una pittura ecologica, si tratta di un’ecologia della mente indagata sul mito, u n’ecologia della realtà naturale osservata nelle vicende umane.

Le sirene sono anche autoritratti perché nella religione e nella politica ho inseguito scelte che andavano contro le mie pulsioni dettate dai bisogni elementari della vita e dalle mie aspirazioni. ” Le sirene sono incanti di morte quando nessun Ulisse chiude le orecchie agli uomini che oggi le inseguono”. Così mi diceva una psicologa che lavora alle prigioni delle Vallette di Torino.

La ” terra di sirene” ha come protagonista soprattutto la roccia che è un simbolo di vita latente, non è detto che la sirena prometta solo la morte. “Gli ulivi” sono alberi vicini alla roccia e al mito. L’argomento dell’acqua dolce parla di questo elemento essenziale per la vita ora compromesso dall’uomo e causa di guerre. Dipingo immagini che rappresentano un contenuto simbolico leggibile, che vogliono comunicare con chi guarda, in contrasto con le leggi dettate dalla borsa d’arte che impongono contenuti spiazzanti e sgradevoli, formule che pretendono di essere nuove ad ogni costo. Rivendico la libertà di servirmi di citazioni che non sono solo provocazioni, ma un richiamo alla propria cultura vicina e lontana.

La roccia, simbologia tradizionale del Taoismo, è il pieno contrapposto al vuoto dell’acqua; perforando la roccia si può incontrare la saggezza, è inoltre uno dei simboli positivi dell’archetipo materno ed è sempre stata considerata l’origine del mondo, in effetti L’ombelico del mondo” nel tempio di Apollo a Delfi era stato scolpito nella roccia ed era sacro alla dea della terra Gaia.

Dei ed eroi di moltissime civiltà, secondo il mito, sono nati dalla roccia ed i picchi rocciosi dei monti sono stati luoghi di culto. Secondo i filosofi presocratici la roccia è uno dei quattro elementi (con l’acqua, l’aria e il fuoco) che hanno dato l’origine al mondo. La roccia desta in me ammirazione ed inquietudine per cui ho scelto questa immagine come contenuto prevalente nei miei lavori: nelle fotocomposizioni su tela sensibile, nella serigrafia, negli arazzi e,dal 2000, sugli acrilici. Ho raccolto le diverse immagini che assume la roccia con la fotografia in bianco-nero : le rocce della Turchia, le scogliere dell’isola di Creta, di Salina nelle isole Eolie e a Procida e Ischia isole del napoletano, per giungere ultimamente alle cinque terre di cui ho fotografato le scogliere, le mulattiere e i muretti a secco. l contenuti delle tele sono quindi naturalistici, i colori invece nascono dall’inconscio, come diceva Goethe “l colori non sono cose della natura ma della mente”, si ispirano al Pietro Lorenzetti della Madonna di Massa Marittima, ai Fauves, ai Cobra, a Pollock. Anche altri elementi sono presenti nelle composizioni, come l’acqua dei laghi, dei fiumi, dei torrenti, gli ulivi centenari simili alla roccia, i muri medievali.

Gli ulivi centenari sono stati classificati al museo delle Scienze a Torino, qui ho avuto le indicazioni per rintracciarli, specialmente in Liguria, e fotografarli in bianco-nero. l muretti a secco hanno un passato particolare: nelle storie orali che ho raccolto nella val Maira vien fatta risalire ai Saraceni la tecnica di costruzione dell’incastro dei massi rinvenuti sul suolo. In quest’ambiente la roccia ha incontrato il lavoro dell’uomo che ricava spiazzi per le colture, qui per la vite, e da questo lavoro è nato un nuovo affascinante paesaggio. La fatica che richiede la manutenzione ed il restauro di questi muretti lascia però poche speranze al loro futuro se le prossime generazioni non sapranno ritrovare la passione per il lavoro a contatto con la natura.

 

Luigia Rinaldi giugno 2011